Una splendida giornata (Venerdì 16 gennaio 2026)
Caro diario,
ci sono giorni che iniziano con una lista infinita di cose da fare e finiscono con un sorriso stanco ma soddisfatto. Oggi è stato uno di quelli: pieno, impegnativo, ma profondamente bello.
Dopo aver rassettato casa mia, sono andato dai miei per dare una mano a papà. Destinazione: giardino. Missione: potatura del nespolo. Forbici, rami, chiacchiere lente e quel silenzio buono che solo lavorare insieme sa regalare. Le mani un po’ sporche, la schiena che si fa sentire, ma il cuore leggero.
Rientrato a casa, invece di crollare sul divano, ho fatto quello che mi rilassa di più dopo una giornata intensa: mi sono ingegnato in cucina. Poco spreco, tanta fantasia, ingredienti semplici e un obiettivo chiaro: mangiare bene, sano ed economico.
Pranzo: farfalle rosa (e felici)
In frigo c’era una barbabietola che chiedeva attenzione. Detto fatto: è diventata la base di un pesto sorprendente e coloratissimo.
Ho frullato la barbabietola con un paio di manciate di noci, uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale, pepe, un pizzico di zucchero (sì, fidatevi) e abbondante formaggio grattugiato. Il risultato? Un pesto cremoso, dolce e sapido insieme, perfetto per condire delle semplici farfalle. Un piatto povero solo all’apparenza, ma ricco di gusto e soddisfazione.
Cena: quando non hai idee… nascono i burger
Per la sera, nessuna idea precisa sulla cena, quindi ho aperto dispensa e frigo e ho lasciato fare ancora una volta all’istinto.
Ho soffritto una cipolla e una carota, tritate, con un poco di burro, paprika, pepe e curcuma. Poi ho frullato buona parte di questo soffritto insieme a gran parte di 200 grammi di lenticchie cotte. Ho unito una fetta di pane raffermo ammollato, un po’ di pane grattugiato, un uovo e formaggio grattugiato quanto basta.
Con il composto ho riempito uno stampo da hamburger: uno strato di impasto, una fetta di scamorza affumicata al centro e di nuovo impasto sopra. In totale sono usciti quattro hamburger vegetariani belli compatti e invitanti. Carta forno, forno caldo a 200 gradi e via per circa 15 minuti.
Serviti con un contorno di verdure, hanno fatto la loro splendida figura: crosticina fuori, morbidi dentro e con quella sorpresa filante che mette sempre di buonumore.
Dolce: una ciambella all’arancia che profuma di casa
E siccome una giornata così meritava un finale dolce, ecco una ciambella semplice all’arancia.
Ho mescolato 200 grammi di succo di arance biologiche del giardino dei miei con la loro scorza grattugiata, 80 grammi di olio di semi, circa 150 grammi di zucchero, un cucchiaio di aceto, un pizzico di sale, una bustina di lievito per dolci da 16 grammi e 300 grammi di farina.
Poi arriva il segreto: 80 grammi di acqua bollente aggiunti all’ultimo. A cosa serve? L’acqua calda “attiva” meglio l’amido della farina e aiuta il lievito a lavorare in modo più uniforme. Il risultato è stato un impasto più liscio e una ciambella incredibilmente soffice e umida, che resta buona anche il giorno dopo.
Stampo da ciambella unto, forno a 180 gradi e circa 30 minuti di attesa, con un profumo d’arancia che ha invaso tutta la casa!
Piccola curiosità sull’arancia 🍊
Lo sapevi che l’arancia non è solo ricca di vitamina C, ma contiene anche flavonoidi e oli essenziali concentrati soprattutto nella scorza? È proprio lì che si nasconde gran parte del profumo che ci fa subito pensare all’inverno, al sole e alle case di campagna. Ecco perché usare scorza fresca e non trattata cambia completamente il risultato di un dolce.
Brindisi finale
Cena fatta, dolce pronto e, per festeggiare, abbiamo brindato con ottime spremute di arance dolcissime. Niente alcol, solo succo fresco e un bel senso di gratitudine.
Se anche tu ami queste giornate piene, fatte di mani che aiutano, cucina di recupero e profumi semplici, fermati un attimo: raccontamele. Scrivimi nei commenti cosa hai cucinato oggi o qual è il piatto che ti fa sentire subito a casa
Se queste riflessioni e questo modo di vivere ti risuonano, scrivo una lettera a settimana qui:
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