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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Prendersi cura : Buoni propositi (16 marzo 2026)

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Caro almanacco, oggi ho preso una decisione semplice ma rivoluzionaria: cominciare a prendermi più cura di ciò che ho. Non parlo di grandi imprese o costosi progetti di ristrutturazione, ma principalmente  di quelle piccole attenzioni quotidiane che non costano quasi nulla e che  che fanno durare le cose più a lungo… e forse fanno durare meglio anche noi. Non so bene perché mi sia venuta questa idea. Forse perché negli ultimi anni ho visto troppe cose e situazioni rompersi troppo in fretta: elettrodomestici, vestiti, relazioni, persino la pazienza. Tutto sembra progettato per essere usato, consumato e sostituito. E invece mi è tornuta in mente una parola giapponese bellissima: Mottainai, che significa più o meno: "Ma  che peccato sprecare ciò che abbiamo!"  Non solo il cibo o il denaro, ma anche gli oggetti, il tempo, l’energia. Così ho deciso di fare una piccola rivoluzione domestica: rallentare e prendermi cura delle cose. Non è difficile, anzi, spesso bastano...

Biscottoni e altre ricette, mentre le onde del mare si ritirano ( 6 marzo 2026)

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Caro almanacco, oggi mi sento un po’ come quei gatti che dopo due giorni sotto il letto riemergono con aria dignitosa, fingendo che non sia successo nulla. Dopo un paio di giorni di mal di schiena che mi hanno reso insofferente (e pure leggermente melodrammatico), finalmente va  un poco meglio. E mi è tornata una certezza: nella vita non solo i momenti belli ti travolgono. Anche quelli brutti e tristi arrivano come onde alte, un po’ minacciose. Però — ed è questa la parte che mi piace ricordare — come in un mare agitato, anche loro pian piano si ritirano. Si ridimensionano. Ti lasciano magari un po’ spettinato, ma ancora in piedi. E allora io, quando torno in piedi, celebro come so fare meglio: cucinando. Maccheroni della rinascita (o della dispensa intelligente) Avevo un piatto di verza avanzata che mi guardava dal frigorifero con l’aria di chi teme l’oblio. E io non sopporto gli ingredienti tristi. Così ho preso dei maccheroni e, mentre l’acqua bolliva, ho saltato i verzi con uno...

La libertà di aver bisogno di meno e di poter scendere dalla ruota del criceto (Domenica 1/3/2026)

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Caro almanacco, oggi pomeriggio mi sono goduto una bella pennichella, dopo  la passeggiata di buon passo di stamattina e un buon pranzo: aria fresca nei polmoni, qualche saluto scambiato con sconosciuti che per un attimo sembrano compagni di viaggio, poi un buon pasto con trofie al ragù, carne tenera, patate arrosto che fanno festa nel piatto. Un bicchiere di vino rosso  e quella piacevole oscillazione tra euforia e una punta di malinconia, che solo le domeniche sanno regalare. È in quell’ora sospesa del primo pomeriggio mi è venuta in mente qualche considerazione. Avere bisogno di meno, vivere da povero, non ostentare ricchezza: è una strada verso la serenità o una punizione che ci infliggiamo da soli? E' una domanda assai antica, ma sempre attuale. C’è chi sostiene che la felicità stia nel ridurre i bisogni. Gli stoici, per esempio : Seneca ricordava che non è povero chi ha poco, ma chi desidera troppo. Ed Epitteto, che libero non nacque affatto, insegnava che la vera libert...